Protesta, protesta

Alejandro se ne stava «con le mani tese tra l’allenatore e l’arbitro. Mi sono avvicinata a gli ho chiesto “Alejandro, cosa fai?” e lui mi ha risposto “Niente, è che voglio continuare a giocare”»

Il profeta del Principe

If Prince is a musical god, then Questlove has made himself into the Pope of Prince­land.

Le buone letture di Amazon

Goodreads to be incorporated into Kindle e-readers; deal likely to close in the second quarter of 2013

Dal Cile a Bari

E allora ti domandi: come fa Roberto Bolaño a conoscere persino Nicola Di Bari?

Musica fertile

“Someone gonna get pregnant up in here!”

Butcher’s Crossing

Butcher's Crossing
author: John Edward Williams
name: Paolo
average rating: 3.89
book published: 1960
rating: 5
read at: 2013/03/27
date added: 2013/04/18
shelves:
review:
Il West. Per chi è cresciuto all’epoca del monopolio televisivo significa lunedì sera, John Wayne, ombre rosse, diligenze, gli indiani cattivi, i bianchi buoni, stelle nella polvere, pistoleri infallibili sotto la luce torrida di un mezzogiorno di fuoco. Poi, grazie a piccoli grandi uomini o uomini chiamati cavallo, il mito del West acquistò una prospettiva diversa, con la macchina da presa manovrata sempre dai vincitori, ma posizionata dalla parte degli sconfitti. E i cavalieri pallidi e solitari iniziarono a consumare la propria sete di giustizia o vendetta non contro i pellerossa, ma contro altri cavalieri, pallidi come loro. Il West non era la valle dei monumenti e degli eroi dell’infanzia.
Quando nel 1870 arriva a Butcher’s Crossing, nel Kansas, da Boston, il ventenne Will Andrews, pur essendo già uno studente di legge di Harvard, assomiglia a quel bambino del lunedì sera. Vuole entrare dentro il mito dell’Ovest, dentro il cuore della terra dei fondatori. Vuole abbandonare i libri e le strade alberate della modernità per cercare e conoscere il vero Paese, annusare e respirare il verde brillante della prateria che dimostra l’esistenza di Dio. I soldi del padre gli concedono il lusso di organizzare una spedizione di caccia di bisonti e assoldare il cacciatore migliore, Miller, un uomo ossessionato dalle sue prede così come Achab è ossessionato dalla sua balena. Miller condurrà Andrews da Butcher’s Crossing alle Montagne Rocciose, nel Colorado. Nel ventre letterale della più grande mandria di bisonti mai vista. Gli mostrerà e gli farà toccare con le mani il sangue che esce dal cuore di tenebra del mito della frontiera, un mito dove il bianco accecante della morte, che arriva con la neve che intrappola per tre lunghe stagioni la spedizione sulle montagne, cancella tutte le meraviglie e le illusioni cromatiche che si riflettevano nella vita e nel cielo senza limiti della prateria. Quando tornano a Butcher’s Crossing, il mercato delle pelli di bisonti non esiste più. Il cacciatore Miller è una specie estinta, come i bufali che ha sterminato. Il ragazzo Will Andrews è un uomo che sa che non ha più niente da cercare, né nel suo Paese, né nel suo futuro. Quando si rimette in cammino, solo, senza meta, inizia a rotolare dando le spalle al sole che sorge. E voi, alla lista dei monumenti del vostro West, aggiungete il libro di John Williams.

Prima il mobile

La prima notizia, non freschissima a dire il vero, è che i monitor dei computer che navigano sulla Rete diventano sempre più grandi: quasi un anno fa, oramai, StatCounter ha annunciato che la risoluzione di schermo impostata a 1366×768 pixel

La versione originale dell’articolo Prima il mobile è pubblicata su Infolet.

Il terzo incomodo

Talking about Apple v. Microsoft without mentioning the Internet and the browser is like talking about WWII without talking about the nuke.

Più sregolatezza che talento

Mi stavo proprio incazzando a vedere chi era nella top 100. Ci sono dei ragazzi che non so nemmeno chi siano. Alcuni ragazzi, mi dispiace – con rispetto – non sanno neanche giocare. Non so come siano arrivati nella top 100. Penso di essere molto meglio di loro. È una motivazione (sufficiente).

L’epoca degli standard del Web

The job’s not over, but instead of being the work of a small activist group, it’s a job for tens of thousands of developers who care about ensuring that the web remains a free, open, interoperable, and accessible competitor to native apps and closed eco-systems. It’s your job now, and we look forward to working with you, and wish you much success.