Tag: tennis

L’arte di vincere è una scienza

Perché, nonostante gli esempi positivi, l’uso dei Big Data ancora non si è affermato come una strategia vincente nel tennis?

Era uno sport elegante

Papà diventò rappresentate di Lacoste, dopo aver visto giocare Cucelli e Del Bello secondo lui con vestiti non adatti al tennis.

Alla fine sono solo due tiri

Stu Woo del Wall Street Journal si è chiesto qual è la percentuale di tempo effettivamente giocato in un incontro di tennis medio: meno del 20 per cento della durata complessiva della partita.

Non è uno sport per giovani

A Parigi 68 dei giocatori in tabellone hanno già 27 anni e 28 di questi hanno superato la trentina. Sono lontani i tempi dei vincitori teenager nelle prove dello Slam.

Il giovane pubblico americano e il tennis

In un’altra vita, frequentavo un circuito in cui era ancora possibile dire parolacce, insultare tutti, in cui potevi essere come volevi. Poi hanno ucciso questo sport instaurando, da 15-20 anni, una specie di codice di condotta per cui non puoi urtare le orecchie del giovane pubblico americano che non può sentire “cazzo” o “merda”.

Più sregolatezza che talento

Mi stavo proprio incazzando a vedere chi era nella top 100. Ci sono dei ragazzi che non so nemmeno chi siano. Alcuni ragazzi, mi dispiace – con rispetto – non sanno neanche giocare. Non so come siano arrivati nella top 100. Penso di essere molto meglio di loro. È una motivazione (sufficiente).

Il tennis come esperienza religiosa

Il tennis come esperienza religiosa
author: David Foster Wallace
name: Paolo
average rating: 4.12
book published:
rating: 5
read at: 2012/10/15
date added: 2012/10/17
shelves:
review:
Qualcuno ha scritto che questo libro, questi due brevi saggi (Democrazia e commercio agli Us Open e Federer come esperienza religiosa) sono esercizi letterari da catalogare sotto il genere ‘pornografia’. Ora, le attenzioni microscopiche che DFW dedica agli oggetti delle sue analisi avvicinano in un certo senso il suo stile ai movimenti di una telecamera per adulti in cerca di dettagli morbosi e anche solipsistici, e può non essere un caso, anzi: non lo è, che il nostro abbia scritto un (imperdibile) saggio sulla fiera del porno che ogni anno si tiene a Las Vegas. Ma lo sguardo diagonale, atomico di DFW, ingenuo e colto, critico e appassionato, è una prospettiva che trascende ogni bassezza ed esplode in un’arte capace di generare letteratura irresistibile, nella descrizione del topspin del tennis moderno così come nella narrazione di un’esperienza in crociera. Se poi l’oggetto delle attenzioni è uno sport agonisticamente amato, praticato, studiato e più volte saggisiticamente e letterariamente trattato, il piacere della lettura (un piacere che, possiamo anche ammetterlo, riflette il piacere autocompiaciuto della scrittura) genera tante epifanie liquide, come il dritto scudisciato di Federer. E anche se scopri che, a proposito del campione svizzero, DFW non aveva visto giusto sei anni fa nel pronosticare l’avvento di suoi epigoni, sommersi come siamo da replicanti di Nadal più che altro, capisci perché, pure con tutto il talento immenso che aveva e lo rendeva unico, probabilmente il tennista più forte di sempre, prima dell’avvento di quel fenomeno sovrannaturale di RF, non hai mai apprezzato Sampras fino ad appassionarti alle sue gesta. La postura, ecco cos’era, era colpa della “pessima postura”. Vogliamo mettere con la posa da ribelle di McEnroe?

Confessioni di un abbonato diffidente

Io, pensò il pendolare, che sono stato un ragazzino e ricordo il primo viaggio in treno a Roma, i vagoni come i tram che ancora passano sulla Prenestina, i sedili di legno, andavo dall’oculista e dopo la visita, non so perché, sono andato in un posto dove ho aspettato vicino a un obelisco e alla […]

Dune (ovvero tre motivi per preferire il treno alla spiaggia)

Se riesci a immaginare Sting in un film di fantascienza (hai capito bene: Sting in un film di fantascienza, diretto niente di meno che da David Lynch), allora capisci quanto sia paradossale la presenza di un pendolare in una città di mare fondata nel ventennio in cui i treni arrivavano in orario, almeno secondo quanto […]

I sonni son desideri

Prendi un uomo che abbia veramente sonno e sta’ sicuro che ha almeno una possibilità di tornare un uomo con tutte le sue f-a-c-o-l-t-à intatte, diceva il poeta. A guardare con una carrellata il vagone numero cinque del Vivalto, oggi, alle sei e cinquantadue, dalle parti di Morolo, per quanto innamorato del poeta, non è […]

Il grande freddo

Dopo una breve fase automobilistica che ha aumentato la tua disposizione benevola nei confronti del mondo e diminuito il tuo credito nei confronti della banca, senza considerare i sensi di colpa ambientalisti solo parzialmente neutralizzati dalla serale attività di differenziazione della plastica, del vetro, della carta, dell’umido e del secco, dopo, dicevo, questo breve periodo, […]