Categoria: Diario pendolare

  • Stato di pulizia

    Per stare al passo con i tempi, oggi Paolo Ferrari intervisterebbe non una casalinga di Voghera ma un leghista di Cittadella. Circolano ronde pericolose intorno all’idea di pulizia, forse a causa della prossimità fonetica con polizia. In direzione ostinata e contraria, ma soprattutto: in ritardo, Trenitalia invita invece i pendolari a viaggiare ogni giorno su […]

  • Babbo Natale viaggia con trenta minuti di ritardo

    Come ogni anno di questi tempi, i pendolari si ritrovano a Piazza dei Cinquecento per lo scambio dei doni rituali. Nonostante la crisi, Grandi Stazioni non ha voluto badare a spese per la celebrazione della ricorrenza e ha contattato il cugino dello scultore Adrian Tranquilli per la composizione dell’Albero. L’installazione progettata dal parente dell’artista è […]

  • La cognizione del sudore

    Per chi prende i mezzi pubblici, sudare sette camicie non è un modo di dire, è un’umida realtà quotidiana. Treno di andata, ore 6.43: prima camicia Lo chiamano Vivalto perché è a due piani. E avrebbe anche l’aria condizionata di serie. Anzi, avrebbe per ogni quaterna di sedili una presa elettrica attraverso la quale ricaricare […]

  • Tra Scilla e Cariddi

    Esistono otto milioni di modi per soffrire. Uno è essere abbonati annuali di Trenitalia. Vagoni senza aria condizionata durante i giorni più freddi dell’inverno. Vagoni senza aria condizionata durante i giorni più caldi dell’estate. Vagoni con l’aria condizionata male durante i giorni dell’autunno e della primavera in cui faresti a meno dell’aria condizionata. Eppure, le […]

  • Trip

    In inglese lo chiamano trip, con tutte le sue lisergiche implicazioni semantiche. Viaggi da una stazione della mente a un’altra confondendo il ritorno con la partenza e la partenza con il ritorno, un po’ perché l’aria calda che esce (quando esce) dai condizionatori dei treni di Trenitalia diffonde sostanze che leniscono il tuo dolore di […]

  • L’iPod, alla fine

    Nonostante tu sia un fedele e invasato appartenente alla setta della Mela Morsicata da quando, tredici anni fa, decidesti di avere un computer, non hai mai comprato un iPod. E questo nonostante tu possa essere tentato di acquistare da Steve Jobs anche un corso di mimo radiofonico. L’immagine di te stesso a spasso con un […]

  • La signora e i cavalli

    Magari stai diventando un incallito moralista, anche se non ti senti affatto incallito. Magari assomigli ogni giorno di più al Peppino De Filippo sessuofobo di Boccaccio ‘70, anche se guardandoti allo specchio proprio non ti sembri Peppino De Filippo. Però. Prendi la pubblicità delle caldaie. Dico: le caldaie, quelle scatole ingestibili montate sul tuo terrazzo, […]

    La signora e i cavalli
  • Colori metropolitani

    Se ti muovi sotto terra, il tuo comportamento può essere spiegato da tre ragioni: sei una talpa; ti hanno seppellito frettolosamente; viaggi in metro. Nell’ipotesi c), il tuo viaggio quotidiano si presta a una serie di inquietanti accostamenti metaforici, la discesa verso gli inferi primo fra tutti. (Non che prendere l’aereo e andare in cielo […]

  • Televisione, droga della nazione

    In effetti, se ne sentiva la mancanza. Avevi notato quei grigi schermi sedicinoni lungo i binari di Termini, una colonna sì una colonna no, e avevi pensato: finalmente, sostituiscono quei tristi televisorini da cucina sui quali leggi le informazioni sui treni in arrivo e in partenza e contemporaneamente prenoti una vista oculistica, ottanta euro senza […]

  • Musica, maestri

    Lontani i tempi dell’a tutto volume, del Technics, del vinile e oramai anche del cd, la tua esperienza attuale della musica si smaterializza in un treno, un computer bianco e due cuffiettine arancioni a bassissima fedeltà. Quanto basta a salvarti la vita, però, almeno per un’ora. La presente, inevitabile compilation copre un ritardo del vostro […]

  • Verso l’iceberg

    Il lunedì mattina, di solito, ti dividi tra due stati d’animo alternativi come lo sconforto e la rassegnazione. Quando scendi dall’interregionale ventiquattronovantasei, in ritardo di quei quaranta minuti, e ti avvii, zaino sulle spalle, verso Piazza dei Cinquecento, un po’ di sana e argomentata sfiducia nella civiltà occidentale inizia a farsi largo dentro di te. […]