Ipertesti di Paolo Sordi

Tennis, tv, pendolarismo, web 2.0
(e altre cose divertenti che non farò mai più)

Skip to Main Content

Articoli con tag: Berlusconi

Nuove direzioni

Dopo sette ore di riunione, trascorse tra Roma e Cassino in un pomeriggio di ordinario ritardo, il CEP (Comitato Esecutivo Pendolare) ha varato il nuovo assetto societario di Ferrovia Crucis, l’azienda che governa gli spostamenti quotidiani degli ultimi pendolari sopravvissuti alla rottura estiva dei condizionatori.
Il comitato ha inteso operare una razionalizzazione strategica della struttura aziendale, riducendo a cinque il numero delle direzioni necessarie. Finanze, manutenzione e pulizia, sistemi informativi, marketing sono le aree di intervento che, in un’ottica globale di spietata competizione, avranno il compito di portare l’azienda a misurarsi sul mercato e battere in ritirata e chiedere un aiuto dello Stato nel caso se la veda brutta. Uno degli obiettivi dichiarati è comunque fare del pendolare un prodotto più integrato con lo spirito del tempo: il modello di riferimento è il clandestino.

Direttore delle finanze è stato nominato Giorgio Il Meglio. Di origini anglosassoni, Il Meglio cercherà di applicare su scala aziendale gli insegnamenti del padre, che spese gran parte dei suoi averi per donne e alcol, mentre il resto lo sperperò. Con la crisi economica che tarda a diradarsi, a preoccupare Il Meglio non è tanto il reperimento di fondi per feste e baccanali, quelli si trovano sempre, quanto gli investimenti necessari a unire la tratta Colle Mattia – Villa Certosa.

Alla manutenzione e pulizia, il CEP ha scelto Karl Krankl Haider. A parte il fatto che un nome straniero rende l’organigramma così cool, il nome di Haider si è imposto con un progetto che prevede una saponetta per ogni posto a sedere di ogni treno pendolare. Durante l’esposizione del piano operativo, hanno suscitato perplessità improvvise stranamorevoli tensioni del braccio destro di Haider e alcuni riferimenti, certo dotti, a un libro di Chuck Palaniuk, ma sono piccoli dubbi che il Comitato è ben disposto a dimenticare di fronte a risultati concreti del suo dirigente.

Un cavallo si occuperà dei sistemi informativi. Seppure sia stata vagliata la difficoltà di far correre un quadrupede attraverso i vagoni per trasportare le informazioni, alla fine si è convenuto che il passaparola ravvicinato comportasse troppe conseguenze olfattive e igieniche, specie alle otto della sera.

Al marketing, Antonio Maria Midiri. Proveniente dal mondo delle televendite di pentole, Midiri metterà tutta la sua storica esperienza per dare del pendolare basso-laziale un’immagine nuova, commerciabile anche al Nord. Le sue prime innovative idee messe sul tavolo sono state un tatuaggio che rappresenti la specifica identità del singolo pendolare e dia al tempo stesso l’idea di una comunità riconoscibile in quanto tale (l’idea ha raccolto l’adesione entusiastica e collaborativa di Haider) e l’apertura di un gruppo su Facebook.

A dirigere tutta la struttura sarà un Direttore generale, un vecchio pendolare in pensione e con la barba bianca, il cui nome di tre lettere verrà spesso nominato invano e accostato a epiteti fauneschi e fangosi. Del resto, il DG è convinto fermamente che, se si parla di lui, ciò solo dimostri la prova della sua esistenza oltre che la giustificazione della sua liquidazione.

Tra Scilla e Cariddi

Esistono otto milioni di modi per soffrire. Uno è essere abbonati annuali di Trenitalia. Vagoni senza aria condizionata durante i giorni più freddi dell’inverno. Vagoni senza aria condizionata durante i giorni più caldi dell’estate. Vagoni con l’aria condizionata male durante i giorni dell’autunno e della primavera in cui faresti a meno dell’aria condizionata. Eppure, le torture più terribili provengono dai tuoi simili, i tuoi compagni di viaggio coatti (nel senso che non è che hanno scelto di viaggiare con te. Così come tu del resto non hai scelto di viaggiare con loro – sia chiaro). Non è difficile da credere, se solo ci rifletti per un minuto. Su quel fetido linoleum su rotaie si combatte una lotta per la sopravvivenza e anche se la guerra è esplicita (e brutale, oh, quanto brutale) soltanto per la conquista del posto a sedere, i comportamenti dettati dall’ambiente provocano una sottile e implicita linea di scontri ai quali è difficile sottrarsi, a meno che tu non faccia ricorso a tutte le tue facoltà di tibetana resistenza psicofisica.
Metti per esempio che finisci tra Scilla e Cariddi. Cosa che tra l’altro succede quando tutto sembra andare per il verso giusto: arrivi sul vagone quel minuto prima dell’assalto finale, una cinquina di posti da scegliere, ti siedi da solo, sbrachi un gomito sul sedile accanto e depositi il tuo zaino da quattro chili su quello di fronte, tutto per dissuadere avvicinamenti molesti e quindi cerchi di rilassarti iniettandoti una sana dose di alienazione dalla società capitalistica avanzata.
In quel momento, Scilla ti chiede se i posti sono occupati. Scilla è a un passo dall’obesità clinica e a un centimetro dal metro e novantacinque. Inoltre, è un fumatore a pacchetti. Queste sue qualità da sole gli varrebbero una chiamata da parte di Condoleeza Rice per un posto da torturatore a Guantanamo. Prendi un terrorista musulmano pendolare, rinchiudilo in una stanza uno per due insieme a centoventi chili di tessuti pregni di nicotina e dopo Labico avrai su Google Maps il nascondiglio di Bin Laden.
Ma tu non hai ancora parlato quando Cariddi nota Scilla e inevitabilmente, mitologicamente, si siede di fronte a lui e, quel che è peggio, vicino a te. Immagina Magdi Allam e Tiberio Murgia in una sola mostruosa creatura affetta da logorrea ossessivo-compulsiva, alla maniacale ricerca di una vittima sacrificale per i suoi interminabili sproloqui sul dicibile e l’indicibile. Immagina di aver dimenticato l’iPod a casa. Immagina che in quel momento anche una playlist di brani dal vivo di Peter Cincotti ti andrebbe bene, pur di tenere le orecchie lontane da Cariddi. Immagina le tue gambe in massima e tesa, tesissima raccolta per sottrarle all’ingombro corpulento di Scilla. Immagina di non avere spazio vitale. Due alternative, nessuna scelta. Da una parte, il degrado in doppio petto. Dall’altro, la disperazione button-down. Un incubo di cinquantasette minuti, al netto dei ritardi. O di cinque anni, se assumi un minimo di prospettiva.

A proposito dell’autore

Ipertesti è a cura di Paolo Sordi. Laureato in legge alla Sapienza si è pentito e ha scontato un anno in un corso di perfezionamento in informatica giuridica, prima di specializzarsi presso la Scuola di Specializzazione in comunicazione multimediale dell'Università di Tor Vergata. Per saperne di più

Socializzazione

Letture (su aNobii)

Scatti (su Flickr)